Ultima novità dal Superbonus 110%: diventa più facile ottenerlo.

Lo conferma il Decreto Semplificazioni che contiene una serie di norme finalizzate allo snellimento delle procedure burocratiche: meno documenti da presentare, meno tempi di attesa per accedere al Superbonus 110%. Scopri di più.


La strada per ottenere il Superbonus 110% diventa meno tortuosa e i tempi si accorciano: tutto questo grazie al pacchetto di norme contenute nel recente Decreto Semplificazioni, varato lo scorso 28 maggio.

Secondo il nuovo provvedimento gli interventi coperti dal Superbonus 110% sono da considerarsi come manutenzioni straordinarie e per realizzarli basta presentare la Cila (Comunicazione d’inizio lavori asservata).
La semplificazione non è applicabile nel caso di interventi che prevedono una demolizione prima della ricostruzione. Il decreto, inoltre, elimina il passaggio della valutazione discrezionale degli sportelli unici dell’edilizia che in alcuni casi possono richiedere la Scia (Segnalazione Certificata Inizio Attività) per dare via ai lavori.

Il nuovo decreto scioglie anche il cosiddetto ‘nodo degli immobili con abusi edilizi’. In sostanza, lo stato legittimo dell’immobile non dovrà essere attestato prima dell’inizio dei lavori coperti dal Superbonus 110%, fermo restando che – come si legge nel testo – “resta impregiudicata ogni valutazione circa la legittimità dell’immobile oggetto dell’intervento”.
Basterà che nella Cila siano riportati gli estremi del titolo abilitativo che ha consentito la costruzione dell’immobile; nel caso di edifici di vecchia costruzione, inoltre, sarà sufficiente dichiarare che questi sono stati ultimati prima del 1° settembre 1967.
Attenzione, però: il Superbonus 110% può essere revocato nel caso di mancata presentazione della Cila o nel caso si riscontrino difformità con quanto dichiarato in questa certificazione.

La nuova normativa va nella direzione del taglio della burocrazia.
Il Decreto Semplificazioni, quindi, semplifica la vita dei proprietari di casa interessati a usufruire di questa detrazione fiscale. Ne consegue un’ulteriore boccata di ossigeno per l’edilizia con sicure ricadute positive anche sul mercato immobiliare.