24. Barr. Milano / Barca / Bertolla

Le quotazioni del Borsino

                       
TIPOLOGIA PREZZI
€/mq*
INDICE
COMMERCIABILITÀ
TEMPI DI VENDITA
Appartamenti
nuovi
2,0-2,4Scarso 12 mesi
Appartamenti
signorili
1,4-1,9Scarso 12 mesi
Appartamenti
medi
1,1-1,4Scarso 9 mesi
Appartamenti
economici
0,8-1,1Scarso 9 mesi
Negozi
posizione
primaria
1,2-1,6Scarso 12 mesi
Negozi
posizione
non primaria
0,7-1,2Scarso Oltre 12 mesi
* I prezzi sono €/mq x 1.000

Le quotazioni del Borsino

Barr. Milano / Barca / Bertolla in breve

Per capire l’origine del nome del quartiere Barriera di Milano occorre andare al 1853, quando la prima cinta daziaria, eretta con lo scopo di garantire il controllo doganale sulle merci in entrata, aveva numerosi varchi, detti «barriere», che consentivano l'accesso in città. Una delle più importanti era la strada che dall’attuale piazza Crispi portava, appunto, a Milano. Con la progressiva crescita demografica, la zona acquista ben presto l’identità di quartiere popolare, e in quest'area si svilupparono molti stabilimenti. Come l'industria di pneumatici Ceat, definitivamente chiusa nel 1982, o la Wamar, specializzata nella produzione industriale di wafer, frollini e biscotti, attiva fino al 1991.
Barriera di Milano è anche un quartiere con un'anima culturale. In Via Cigna 114 c'è il Museo Ettore Fico, dedicato alle opere dell’omonimo pittore biellese, con uno spazio destinato all’arte moderna e contemporanea. E' stato inaugurato nel 2014 nell'area un tempo occupata dall'ex fabbrica Incet, e insieme al polo enogastronomico Edit, in via Cigna 96/15, ha contribuito a cambiare il volto di un pezzo di quartiere. Una caratteristica di Barriera di Milano è l’intitolazione di oltre 40 vie e piazze a musicisti e compositori italiani, ed è di questa zona il cantautore Gipo Farassino, che con i suoi brani ha interpretano l’anima più profonda delle periferie torinesi.

Come nasce il nome "Barca"? La parola deriva da una vecchia caratteristica del quartiere: prima che si costruissero i ponti sul fiume Stura, in questa zona si vedevano file di barche ancorate al fiume, che venivano utilizzate per attraversare il corso d'acqua da una riva all'altra e raggiungere la città. Barca è un quartiere residenziale ma anche industriale, e si trova qui la storica azienda di penne "Aurora". Lo stabilimento, inaugurato nel 1919 in via della Basilica, dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale viene trasferito in strada Comunale da Bertolla all'Abbadia di Stura 200. Ma oltre ad essere il luogo di produzione della famosa penna stilografica, ospita l'"Officina della Scrittura": il primo museo al mondo dedicato al segno e alla sua cultura. A pochi metri di distanza si trovano invece i resti di un gioiello medievale: l’Abbazia di San Giacomo di Stura. Le origini del complesso risalgono al 25 gennaio 1146, quando Pietro Podisio, giureconsulto torinese, dona ai monaci Vallombrosani di San Benedetto di Piacenza terreni e beni per la costruzione di un ospedale che aveva trai i suoi principali scopi la cura dei pellegrini. Per anni è stato un punto di accoglienza per chi dalla Francia era diretto a Roma o a Gerusalemme lungo l'antica strada romana, e nel 1150 viene costruita anche la torre campanaria di 24 metri.

Bertolla è conosciuta ancora oggi come la vecchia patria dei lavandai. E per non perdere la memoria e l'identità storica del quartiere nel 2001 è stato realizzato in strada Bertolla 113 l'"ecomuseo dei lavandai". Fotografie, documenti e oggetti d'epoca raccontano come si svolgeva il lavoro, tramandato di generazione in generazione, di chi lavava i panni a mano di buona parte degli abitanti di Torino. Nell'800 e fino a metà del 900, sfruttando la presenza dei canali, i lavandai lavoravano con ritmi serrati, consegnando ogni lunedì mattina vestiti, asciugamani e federe pulite ai residenti di una città che non aveva la comodità dell'acqua corrente. Un’ordinanza comunale del 1934 aveva per di più vietato di stendere i panni in strada, e allora le famiglie erano costrette a far pulire i loro indumenti a terzi. L'attività è proseguita fino all'invenzione della lavatrice, e in ricordo di questo antico e faticoso mestiere una via del quartiere è stata dedicata ai lavandai. Bertolla è una tranquilla zona residenziale, con atmosfere d'altri tempi, che ha il suo cuore in piazza Monte Tabor, dove le strade si confondono con i cortili. Merita una visita la Chiesa di San Grato, una modesta struttura della seconda metà del '700, mentre per gli appassionati di birdwatching l'Isolone di Bertolla è l'unico esempio di garzaia urbana d'Italia.