14. Campidoglio / S. Donato

Le quotazioni del Borsino

                       
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Le quotazioni del Borsino

Campidoglio / S. Donato in breve

L’origine del nome Campidoglio è incerta. Una delle ipotesi è che gran parte di quest'area, costituita prevalentemente da campi, appartenesse al signor Doglio. Da qui Campi- Doglio. Oppure, trovandosi su un piccolo rilievo, il nome del quartiere potrebbe fare riferimento al più noto Campidoglio di Roma.
E' un borgo di origine rurale, che alla fine dell'Ottocento ha diversi agglomerati urbani a carattere prevalentemente residenziale, che conferiscono all'area l’aspetto di un paese all’interno della città. Agli inizi del Novecento viene riqualificato e incorporato nell’area urbana, pur mantenendo le sue caratteristiche architettoniche.
A Campidoglio troviamo la chiesa di Sant'Alfonso Maria de' Liguori in stile neobarocco (in via Netro), e un’area verde di interesse storico che si trova tra corso Appio Claudio e corso Svizzera, dove sorge il Sacrario del Martinetto. In questa zona c'è il teatro Astra, edificio Art- decò progettato nel 1928, e il Mau, il museo d'arte urbana della città. Si tratta di un percorso a cielo aperto tra più di 147 opere realizzate sui muri di case e piazze del borgo vecchio Campidoglio. Oltre alle opere murali, il percorso include anche le «panchine d’autore», attrazione fondamentale del museo insieme alla «galleria Campidoglio»: una raccolta di installazioni nata per volontà del centro commerciale artigianale naturale Campidoglio.

Si hanno tracce di San Donato solamente a partire dal 1536, quando le truppe francesi devastano una parte della zona, compresa la chiesetta omonima. Verso la fine del 1800 il quartiere si estende con nuove costruzioni intorno a corso Francia e via Cibrario, e l'area acquista un'identità residenziale. I primi decenni del 1900 vedono la nascita dei villini in stile liberty, in un quartiere già celebre per essere la casa di diverse fabbriche di cioccolato e cacao. In via Avet, per esempio, nel 1818 nasce la Caffarel, e in seguito, grazie all’incontro del nipote, Ernesto Alberto Caffarel, con l’artigiano del cioccolato Michele Prochet, viene inaugurata la Caffarel-Prochet, famosa per i suoi gianduiotti. In Via Balbis 19 nel 1850 Michele Talmone apre il suo stabilimento per la lavorazione del cacao, conosciuto in tutto il mondo anche per i suoi manifesti pubblicitari.
A San Donato hanno vissuto il cardinale Carlo Maria Martini, Vittorio Messori e Vincenzo Lancia. Nella chiesa di Nostra Signora del Suffragio e Santa Zita, si trova invece la tomba dal beato Francesco Faà di Bruno. Scienziato, matematico, teologo e religioso, a cent'anni dalla sua morte è stato beatificato da Papa Giovanni Paolo II. Ha vissuto in via San Donato 31, dove oggi si trova il museo a lui dedicato.