20. Vallette / Lucento / M. Campagna

Le quotazioni del Borsino

                       
TIPOLOGIA PREZZI
€/mq*
INDICE
COMMERCIABILITÀ
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Appartamenti
nuovi
2,1-2,4Scarso 12 mesi
Appartamenti
signorili
1,2-1,9Scarso 12 mesi
Appartamenti
medi
1,0-1,2Scarso 9 mesi
Appartamenti
economici
0,6-0,9Scarso 9 mesi
Negozi
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primaria
1,1-1,5Scarso Oltre 12 mesi
Negozi
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0,7-1,1Scarso Oltre 12 mesi
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Le quotazioni del Borsino

Vallette / Lucento / M. Campagna in breve

Il profilo urbano del quartiere Vallette si delinea tra il 1958 e il 1961. In questi anni la zona è caratterizzata da una popolazione prevalentemente operaia, conseguenza della grande migrazione dal Sud d’Italia che comporta un grande incremento di costruzioni di case popolari con servizi e spazi verdi. Si trova in questa zona l'area Continassa, che prende il nome dall’antica cascina Contina che tra il 1700 e la fine del 1800 è una delle più grandi filande del torinese.
In strada comunale di Altessano 131 nel 1990 viene inaugurato lo Stadio delle Alpi, progettato dallo studio Hutter per accogliere alcune partite del campionato del mondo del 1990. Lo stadio è stato poi ricostruito interamente dalla società calcistica Juventus e nel 2011 è stato inaugurato lo Juventus Stadium: la prima struttura calcistica italiana priva di barriere architettoniche e il primo impianto ecocompatibile al mondo, che nel 2017 assume il nome di Allianz Stadium. All'interno della zona est dell'impianto si trova il J-Museum, il museo calcistico ufficiale della squadra bianconera. Qui si svolgono anche incontri e conferenze con personalità del mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport.

Il termine «Lucento» è documentato per la prima volta nel 1227 in relazione a Guglielmo da Lucento, un noto proprietario terriero dell'epoca. Un'ipotesi più leggendaria farebbe invece derivare il nome dallo «scintillìo» delle baionette utilizzate durante l’assedio francese del 1706, che ha avuto luogo proprio in quest'area. Non ci sono invece dubbi sul fatto che qui nel XIV secolo si sia sviluppato un antico castello (con un borgo) di proprietà della famiglia Beccuti, che in seguito passa ai gesuiti e poi a Emanuele Filiberto che lo trasforma in una riserva di caccia. Dopo vari passaggi di proprietà viene trasformato in un filatoio, attivo fino al 1830. Quattro anni dopo viene acquisito dall’Ospedale San Giovanni, che costruisce una manifattura e una tintoria di cotone stampato, mentre alla fine dell’800 passa nelle mani del Comune di Torino che fonda una scuola agricola per formare i giovani più poveri.
Un buon polmone verde della zona è il Parco Carrara, più comunemente chiamato Pellerina. E' il parco più grande della città, e occupa anche buona parte del vicino quartiere Parella. A Lucento, dove a partire dal 1990 avviene un radicale cambiamento urbanistico (il quartiere si trasforma da industriale a residenziale), è ancora importante ricordare l'installazione di via Foglizzo 4 che ricorda la battaglia del 1706, la chiesa di San Bernardo e Brigida, e il Castello Saffarone.

Madonna di Campagna è un quartiere della periferia nord-ovest di Torino, che ha circa 50mila abitanti. Da alcuni frammenti storici risalenti al XIV secolo, si ha notizia di un modesto capitello votivo raffigurante una Madonna. Questo pilone in seguito prenderà il nome di «Madonna di Campagna», e oggi è situato nella parrocchia omonima di via Cardinal Massaia. Con i bombardamenti del 1942 la parrocchia viene distrutta: si salvano soltanto una statua della Madonna e il campanile, che ancora oggi affianca l'edificio ricostruito nel 1949.
Un punto di riferimento per il quartiere è senza dubbio il Teatro Cardinal Massaia di via Sospello. Inaugurato nel 1925, come spazio attrezzato anche per le proiezioni cinematografiche e le conferenze, viene distrutto durante i bombardamenti dell'8 dicembre 1942. Quando finisce la guerra, dopo un periodo in cui è allestito provvisoriamente un piccolo salone parrocchiale per proiezioni quasi esclusivamente cinematografiche, il teatro Cardinal Massaia viene ricostruito. Da decenni anima la vita teatrale della zona, e oggi è utilizzato da diverse compagnie teatrali per spettacoli di cabaret, commedie, operette e classici del teatro. Compreso quello dialettale, dal piemontese al napoletano.